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Decoro urbano a Nola, il primo regolamento risale al 1855

Nola – La bellezza di uno spazio urbano non si limita all’estetica, ma influisce profondamente sulla qualità di vita dei cittadini. A Nola nel 1855, epoca borbonica, venne approvato il primo regolamento urbanistico, con tanto di commissione edilizia, per il miglioramento del decoro urbano. Fu una iniziativa promossa nel 1839 da Ferdinando II di Borbone il quale volle imprimere uno slancio nel programma edilizio e nel decoro urbano di Napoli.

A cascata altri comuni si accodarono alla volontà del Re tra cui Nola dove, il 14 luglio del 1855, il consiglio comunale nominò il cosiddetto consiglio edilizio: “A seguito di proposta di questo Sindaco Presidente (cav. De Luca) a cui è sommamente a cuore il progresso dell’immegliamento di questa cospicua Città, è devenuto questo Consiglio Municipale a versarsi sulla convenienza della istallazione di un Consiglio Edilizio risorto dal genio sublime dell’Augusto nostro Sovrano. Sulla considerazione, e riflesso, che i fabbricati di questa città, oltre il merito dell’antica lor origine non si confanno alla civilizzazione attuale per la quale alla solidità va congiunta la decenza, l’ordine simmetrico ed architettonico, trova conducente questo stesso Collegio che venisse tanto adottato nella costruzione dé nuovi Edifici e nella riattazione allorché occorreranno agli antichi”.

Il consiglio edilizio fu costituito da cinque membri: “Dato uno sguardo ai notabili più distinti è ricaduta la scelta sul Cavaliere D. Francesco La Mura, Cavaliere D. Giuseppe del Cappellano, Cavaliere D. Giuseppe De Luca, Cavaliere D. Francesco Antonio Palliola, Signor D. Raffaele Nappi”. Oltre questi cinque membri facevano parte del consiglio anche due architetti nominati dal consiglio edilizio a cui spettava il solo voto consultivo: architetto Gaetano Aulicino, architetto Luigi Ferrajolo; il legale Raffaele d’Avella; il segretario D. Raffaele De Sena.

Il Sotto Intendente e il Sindaco pro tempore partecipavano con i ruoli di presidente e vicepresidente. La commissione venne approvata con provvedimento di Ferdinando II di Borbone il 23 aprile 1857.

Il consiglio edilizio rappresenta il primo strumento urbanistico concepito allo scopo di regolare l’uso caotico e improprio della crescita urbana di quegli anni. In particolare, a Nola, esso era finalizzato allo scopo di individuare “tutti i miglioramenti dei quali questa città sarà suscettibile sotto i rapporti di salubrità, comodità ed abbellimento, come farebbe lo allineamento delle strade, Piazze e di loro ampliazioni, concessioni di suolo ed occupazione di proprietà privata per utilità pubblica”.

Oggi più di allora, e con molte altre problematiche, la questione del decoro urbano è più attuale che mai. Le città moderne affrontano sfide complesse, come il traffico veicolare, l’inquinamento, l’urbanizzazione selvaggia e la dimenticanza del patrimonio culturale. La bellezza di uno spazio urbano non si limita solo all’estetica, ma influisce profondamente sulla qualità della vita dei suoi abitanti. Un ambiente ben curato promuove il senso di appartenenza, la sicurezza e il rispetto per il territorio.

La riflessione su questo tema ci invita a considerare come le istituzioni contemporanee possano trarre insegnamento dall’esperienza del consiglio edilizio di Nola. È fondamentale che oggi, come allora, si instauri un dialogo tra cittadini, amministratori e urbanisti per garantire che gli spazi pubblici siano non solo belli, ma anche funzionali e sostenibili. Solo attraverso un impegno collettivo e una visione condivisa possiamo assicurarci che il decoro urbano non sia solo un obiettivo estetico, ma un valore intrinseco alla vita cittadina, capace di arricchire le comunità e di preservare il nostro patrimonio per le generazioni future. 

di Maurizio Barbato

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