venerdì, Febbraio 13, 2026
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Nola, abbattimento del palazzo di piazza Risorgimento: la partita finale si “giocherà” in Consiglio di Stato

Nola – La difficile partita del palazzo di piazza Risorgimento si risolverà in Consiglio di Stato. Al momento pende come una spada di “Damocle”, l’ ordinanza di demolizione n. 29 del 27 ottobre scorso, a firma dell’architetto Lanzillotta, dirigente ufficio tecnico del comune di Nola. Un provvedimento adottato per eseguire la sentenza immediatamente esecutiva del Tar Campania ( ci sono state più sentenze al riguardo per i numerosi ricorsi proposti dagli acquirenti degli appartamenti e dei locali del fabbricato ) dello scorso giugno con la quale si respingeva il ricorso proposto per l’annullamento del permesso a costruire del 2018 rilasciato dal Comune.

Dichiarazioni non veritiere e le indagini della Procura

Alla base dell’annullamento del titolo edilizio e della successiva SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività), l’ accertamento di non veritiere dichiarazioni contenute nella documentazione allegata alla richiesta di permesso. Sulla vicenda sono in corso anche indagini da parte della Procura della Repubblica del tribunale di Nola per le violazioni urbanistiche contestate.

Quali saranno le prossime “mosse” da parte dei destinatari del provvedimento?

In primo luogo, presso il Consiglio di Stato sarà presentato ricorso avverso alla sentenza del Tar che ha rigettato la richiesta di annullamento del permesso a costruire.

Nelle more sarà esperita presso il Tar Campania una richiesta di sospensiva dell’ ordinanza di demolizione del Comune.

Sullo sfondo resta una situazione estremamente complessa la cui possibilità di essere sanata appare anche in Consiglio di Stato difficile da ribaltare rispetto alla pronuncia del Tar. Su questo staremo, dunque, a vedere.

Nel frattempo, monta la preoccupazione di chi ha investito per l’acquisto di un appartamento (tutte prime case). Cittadini che sono vittime inconsapevoli di un meccanismo non corretto e che potrebbero vedersi il proprio immobile abbattuto o acquisito al patrimonio comunale.

Ma come siamo arrivati a tutto questo?

E’ evidente che il “caso” del Palazzo di piazza Risorgimento rappresenta la testimonianza plastica di una stagione di speculazione edilizia che ha visto altri esempi in via Feudo ed un tentativo a via Boccio. (quest’ultimo ha fatto sciogliere ben due amministrazioni)

Ed a pagare non sono solo i cittadini, ma anche l’ intero territorio mortificato e privato di una reale programmazione urbanistica che è anche causa della desertificazione, del caos, e della povertà in cui è scivolata la città

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