Nola Capitale italiana del libro 2022 e la biblioteca comunale chiusa da oltre due anni. Speranze e scetticismo

Nola – Nola Capitale italiana del libro per il 2022. La Regione ha scelto la città bruniana come candidata per questo prestigioso traguardo. Una proposta che è stata accolta dalla comunità con legittimo orgoglio cittadino da un lato, ma anche con un evidente scetticismo, dall’altro.

La scelta di Nola, patria di Giordano Bruno e della Festa dei Gigli, patrimonio Unesco, come Capitale del Libro 2022 darebbe ulteriore lustro al nostro territorio ed in particolare, all’area metropolitana di Napoli”. Ha dichiarato, soddisfatto, l’onorevole regionale Massimiliano Manfredi, appena conclusasi la votazione in Consiglio regionale.

Si tratta di un traguardo ambizioso che riporterebbe la città di Nola nuovamente alla ribalta della cronaca nazionale con la conseguente spinta socio – economica che ne deriverebbe.

Sognare non costa nulla, ma per molti però tutto questo potrebbe rimanere solo una chimera. I toni trionfalistici si smorzano appena si analizza la cruda realtà che ci restituisce uno scenario dove la biblioteca comunale è chiusa da anni e la città non conta più nemmeno una libreria.

Cinzia Trinchese

A riportare tutti con i piedi per terra è, tra gli altri,  il consigliere di opposizione, Cinzia Trinchese. “Nola capitale italiana del libro? Magari – afferma il consigliere Cinzia Trincheseche nella precedente amministrazione ha rivestito per anni il ruolo di assessore ai Beni culturali –. Sarebbe un risultato eccezionale e di grande valore per la nostra città. Purtroppo la sensazione è che siamo di fronte all’ennesimo spot che non porta a nulla. Ci chiediamo quale sia il progetto presentato dal Comune di Nola e che percorso è stato fatto per arrivare a questa candidatura, l’unica avanzata in regione Campania. Come si può pensare a Nola Capitale del libro, se non si ha nemmeno la sensibilità di riaprire, dopo anni, la biblioteca comunale? Su quali presupposti si fonda una candidatura, quando – prosegue Trinchese – manifestazioni di grande respiro, come il Festival dei diritti o il Festival della letteratura, eventi di grande rilievo negli anni scorsi, sono stati completamente abbandonati? Tra l’altro si tratta di un progetto che nessuno conosce nel dettaglio e che ha visto la città totalmente esclusa: sarebbe interessante conoscere il dossier presentato. Per capire di cosa stiamo parlando, mi spiace dirlo, basta verificare quanto hanno organizzato altre città candidate, come Ivrea. Oggi, più che mai, Nola si segnala solo per il suo degrado”.

LE ALTRE CANDIDATE Tra le candidate si segnalano città come Barletta che ha condiviso il progetto con le associazioni del territorio ed il supporto di studiosi del mondo dell’università. Ivrea a maggio scorso ha presentato e condiviso con la comunità la candidatura. Del resto, basta considerare il lungo percorso che la città di Nola ha intrapreso per il riconoscimento Unesco, insieme a Viterbo, Sassari, Palmi, nell’ambito della Rete italiana delle Grandi Macchine a Spalla. Un traguardo raggiunto nel 2013 con l’ufficializzazione del riconoscimento internazionale e partito nel 2006 con il “Protocollo di Nola”. Anni spesi nella condivisione e nello sforzo corale a rientrare tutti nei parametri richiesti. La speranza di tutti è che per Nola capitale del libro sia “buona la prima”

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