sabato, Gennaio 24, 2026
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Nola, il palazzo di piazza Risorgimento dovrà essere abbattuto: c’è l’ordinanza

Nola – Nola – Il Palazzo di piazza Risorgimento dovrà essere abbattuto. L’ordinanza di demolizione dello scorso 27 ottobre numero 29 porta la firma della dottoressa Lanzillotta.

Il provvedimento è stato notificato a tutti gli interessati, in particolare ai proprietari degli appartamenti, ai tecnici, e alla società realizzatrice.

La storia comincia nel 2018 con il permesso a costruire il n.42 del 2018 che dava via libera ad un intervento di ristrutturazione edilizia previa demolizione e ricostruzione del fabbricato esistente. (Piano casa)

Con determina dirigenziale n.809 del 29 aprile 2024 il permesso a costruire è stato annullato dal Comune di Nola per gravi irregolarità e dichiarazioni non veritiere rilevate nella documentazione presentata.

Rispetto all’annullamento del permesso a costruire si è espresso anche il Tar Campania nella recente sentenza n.0457/2025 che ne ha respinto il ricorso.

I destinatari ora hanno 90 giorni dalla notifica per dare seguito alla demolizione se non vogliono incorrere a sanzioni pecuniarie che possono variare dai 2000 ai 20 mila euro. Inoltre rischiano anche l’acquisizione al patrimonio comunale dei propri immobili.

Il caso di palazzo Risorgimento è tra i più emblematici di una triste stagione di speculazione edilizia che ha visto casi simili anche in via Feudo ed un clamoroso tentativo, stroncato sul nascere, relativo ad un immobile di via Amilcare Boccio. (Nel 2018 la resistenza alla concessione fu motivo di crisi dell’amministrazione dell’epoca)

Una stagione nella quale si è agito con “faciloneria”, con “funzionari elastici”, situazioni di anomalo monopolio di qualche società costruttrice coinvolta e condannata anche in altre vicende giudiziarie in comuni viciniori, come a Cicciano, che ha visto di recente sentenze di condanna anche a carico di ex amministratori.

In “zona grigia” anche il ruolo di professionisti che per un certo momento hanno rivestito a Nola, al tempo stesso, il ruolo di assessore del Comune bruniano e di direttore di società costruttrici, in un evidente conflitto di interesse mai – purtroppo –  rilevato.

Situazione molto precaria si registra a Piazzolla dove vi sono diversi casi sotto la lente di ingrandimento della Procura per il fenomeno di costruzioni dichiarate come depositi agricoli e poi “magicamente” trasformate in bellissime villette.

Dopo il buio degli abusi e delle forzature, forse ci apprestiamo ad una fase di resa dei conti e di normalizzazione, anche grazie all’impegno per la legalità di amministratori e funzionari che hanno operato in maniera terza e lontani da interessi particolari

 Peccato per quanti hanno investito risparmi nel palazzo di piazza Risorgimento che vedranno – molto probabilmente – i sacrifici di una vita ridursi in macerie

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