Nola, smog: “Non disponibili più i dati dell’Arpac”. Tudisco “La nostra attenzione sarà alta”

Nola – Il fenomeno dello smog e più in generale quello delle polveri sottili in generale, rappresenta una delle maggiori criticità della città e del territorio. Le segnalazioni della centralina di San Vitaliano oramai evidenziano come gli sforamenti annuali da PM10 siano superiori a quelli della città di Milano. Una vicenda che da sempre preoccupa il comitato “Medici per l’ambiente” visto che continua ad aggravarsi senza che realmente si faccia qualcosa. Un allarme che cresce ancor di più in questi giorni, vista l’impossibilità di accesso all’aggiornamento dei dati.

E’ ormai più di un mese – precisa Gennaro Napolitano, segretario della sezione di Nola del comitato – che l‘Arpac non riesce a comunicare con regolarità quotidiana i dati validati dei livelli di concentrazione degli inquinanti atmosferici monitorati dalla rete delle centraline postate nelle varie zone ed agglomerati della Campania”. “Queste segnalazioni –  prosegue Napolitano – sono indispensabili ai cittadini e agli amministratori comunali per l’eventuale messa in atto di misure di contenimento dell’inquinamento atmosferico all’evidenziarsi di valori anomali dei vari inquinanti, soprattutto PM10, PM2,5 e NO2, soprattutto nei territori più critici, come la piana nolana e l’intera conca acerrana-aversana-nolana, ma anche nelle città di Napoli ed Avellino, dove si raggiungono i più alti livelli di concentrazioni medie annue del PM10 dell’intera Unione Europea”.

In questi anni di monitoraggio più volte si sono invocate misure di contenimento affinché venissero adottate dai comuni del territorio. Le polveri sottili sono generate soprattutto dal pesante traffico veicolare e dai camini, sia domestici che industriali – commerciali (ad esempio le pizzerie ed altri esercizi di ristorazione). Purtroppo interventi per limitare il traffico, almeno in alcune fasce orarie, sono stati messi in campo solo da pochi comuni ed in maniera saltuaria. Esempi virtuosi – che hanno sviluppato tentativi in tal senso – sono stati nel tempo i comuni di Pomigliano D’Arco, San Vitaliano, Marigliano. Troppo poco per un territorio che strutturalmente – è stato anche detto – presenta un inquinamento di “area vasta”, in considerazione della propria conformazione, dove i promontori intorno creano un “effetto cappa”, determinando una depressione notevole.

Nel 2020 si sviluppò un interessante confronto all’interno della commissione consiliare ambiente, presieduta dall’allora Francesco Pizzella – oggi presidente del Consiglio comunale – con le associazioni con una serie di proposte rimaste inapplicate, soprattutto a causa del Covid.

Si tratta di una questione da affrontare con il massimo livello di attenzione – afferma il vice sindaco, Giuseppe Tudisco con delega all’Ambiente – ripartiamo dal lavoro già svolto in passato per mettere in campo le migliori pratiche per la tutela dell’ ambiente. I temi del green sono in cima alle priorità dell’agenda di questa amministrazione e saranno affrontati con grande impegno ed in piena condivisione con chi da sempre è in prima linea su questo fronte”.

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