Nola, tre fasce tricolori per un solo territorio: riflessioni dopo la celebrazione del 4 novembre
Nola – Tre fasce tricolori, tre territori, un solo comune. Anche ieri, in occasione della celebrazione del 4 novembre, giornata dedicata alle Forze Armate e all’Unità nazionale, la città di Nola ha rinnovato una consuetudine ormai radicata: le cerimonie si sono svolte non solo nel centro cittadino, ma anche nelle circoscrizioni. Un segno di attenzione verso tutte le comunità, certo, ma anche un simbolo di una frammentazione che da anni caratterizza la vita politica e sociale del Nolano.
Rispettare le identità locali è doveroso: le tradizioni, gli appuntamenti religiosi e le ricorrenze civili rappresentano il cuore di una comunità. Ogni frazione, ogni borgo, custodisce una storia, un patrimonio umano e culturale che non può essere cancellato in nome di un’uniformità sterile. Tuttavia, quando la rivendicazione di autonomia sfocia in un’esasperata autoreferenzialità, il rischio è di indebolire l’intero territorio.
È diventato quasi paradossale assistere, nello stesso giorno, a più celebrazioni identiche a pochi chilometri di distanza: un tripudio di discorsi che, anziché unire, finiscono per sottolineare le divisioni. Talvolta, più che un gesto di partecipazione, sembra un esercizio di visibilità per il singolo delegato o rappresentante locale. Eppure, quanto più forte e significativa sarebbe una sola, grande cerimonia condivisa, capace di rappresentare l’intera città unita sotto un unico tricolore?
Le richieste di autonomia di Piazzolla tornano ciclicamente nel dibattito pubblico. Una domanda sorge spontanea: se anche si arrivasse alla separazione amministrativa, cosa impedirebbe poi alle varie masserie e contrade di rivendicare, a loro volta, una propria identità autonoma? Il rischio è di scivolare in una frammentazione infinita, che dissolve ogni visione d’insieme.
Questa tendenza alla divisione riflette, in fondo, la condizione politica della città: una frammentazione che da anni impedisce la nascita di una guida stabile e duratura, capace di coniugare competenza, conoscenza del territorio e capacità di programmazione. Il senso di appartenenza alla singola frazione, più che alla città nel suo complesso, alimenta una logica di piccoli feudi che soffoca ogni prospettiva di sviluppo.
Eppure, oggi Nola fa parte dell’area metropolitana di Napoli ed è stata individuata come città polo per un vasto territorio. Ciò significa che la sua vocazione è quella di essere centro di riferimento, motore di crescita e coordinamento. Continuare a ragionare in termini di divisione non fa che aggiungere zavorra a un territorio che, per sua storia e posizione, potrebbe essere punto di forza nell’area metropolitana.
L’unione, in questo caso, non è solo un ideale: è una necessità concreta. Solo superando i particolarismi e ritrovando una visione comune, Nola potrà tornare a essere, davvero, una città capace di guardare al futuro con coesione e orgoglio.
di Maurizio Barbato
