Ospedale di Nola, reparto di Cardiologia: presidio di eccellenza. Mille interventi di emergenza all’anno. Salvata donna incinta e con Covid

Nola – Un intervento estremamente delicato, riuscito perfettamente. E’ quello operato di recente, presso il reperto di Cardiologia dell’ospedale di Nola, diretto dal primario Luigi Caliendo.

Una paziente 33 enne in stato di gravidanza è giunta al Santa Maria della Pietà affetta da una particolare forma di tachicardia. Le sue condizioni, aggravate anche dal Covid, non consentivano né un trattamento farmacologico, perché dannoso per il feto, né quello con radiazioni ionizzanti. “Siamo riusciti ad intervenire al fine di rimuovere l’aritmia ribelle non compatibile con lo stato di gravidanza – spiega il primario, Luigi Caliendo – attraverso una tecnologia molto particolare e di altissimo livello che ci ha consentito, con estrema precisione, di individuare l’origine dell’aritmia ed interrompere il cortocircuito aritmologico”.

Il brillante intervento del dottor Luigi Caliendo e del suo staff è solo l’ultimo,  in ordine di tempo, del reparto cardiologia del Santa Maria della Pietà, divenuto ormai una vera e propria eccellenza. In tutto il periodo della crisi – Covid il reperto ha sempre garantito tutta la tipologia di interventi di emergenza.

Ormai siamo sui mille procedure all’anno – continua Caliendo – con un circa 500 infarti interamente trattati in reparto, grazie ad un equipe e strumenti adeguati, capaci di garantire in reparto un’ assistenza completa, in ogni ora della giornata e della notte”. Il “cambio di passo” per il reparto di Cardiologia del Santa Maria della Pietà si è avuto con l’istituzione dell’emodinamica, inaugurata il 28 aprile del 2015, e fortemente voluta dallo stesso Caliendo. Prima di allora i pazienti cardiopatici venivano assistiti sommariamente e poi dirottati verso altri ospedali più attrezzati. Oggi, invece, è un punto di riferimento per una platea di oltre 500 mila utenti, oltre che un modello di eccellenza italiana per la sua capacità di intervento, altamente specializzata.

L’ospedale attende – per rimuovere definitivamente le restanti criticità – che si concretizzi – dopo anni di promesse ed annunci– il potenziamento dei posti letti e l’ampliamento della struttura. 

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