domenica, Marzo 8, 2026
Cultura ed eventiPrimo Piano

Nola, 13 febbraio 1861: l’incendio della Cattedrale coincise con la capitolazione di Gaeta. La strana morte del magistrato che indagava sul caso

Nola – Grasso e petrolio spalmato sulle travi. Un innesco artigianale e la Cattedrale di Nola di stile gotico fu avvolta dalle fiamme, fino ad essere completamente distrutta. Era la notte del 13 febbraio 1861. Tra i testimoni oculari, il Canonico Alfonso Alderisio che racconterà i particolari dell’accaduto. Non solo, insieme ad un’ altra persona – nel pieno dell’incendio – riuscì coraggiosamente ad introdursi all’interno attraverso un finestrone dell’Episcopio, per recuperare due pissidi di ostie consacrate ed il S.S Sacramento che venne portato al sicuro nella chiesa del Gesù.

L’incendio della Cattedrale di Nola, coincide con capitolazione di Gaeta e la resa definitiva di Francesco II, con la conseguente fine del Regno delle Due Sicilia e la successiva nascita del Regno D’Italia, riunita sotto le insegne dei Savoia.

I responsabili dell’incendio della Cattedrale non vennero mai condannati. Probabilmente furono anarchici o anticlericali. Il giudice istruttore, per la verità, a pochi giorni individuò quelli potevano essere i presunti colpevoli, ma poi fu trasferito dalla città e dopo un mese si seppe addirittura che fosse morto in un incidente in carrozza.  Il nuovo Regno d’Italia si incaricò di realizzare in tempi celeri la nuova Cattedrale che invece fu segnata da alterne vicende. I nolani, infatti, dovettero attendere il 1909 per vedere conclusi i lavori. Oggi la memoria dell’incendio è fissata sul dipinto che si può ammirare all’interno nella nuova fabbrica, al di sopra della porta principale.

Oggi (13 febbraio 2026) alle 18.30, in Cattedrale, l’Ordine dei Cavalieri Costantiniani di San Giorgio, ha promosso una Santa Messa commemorativa del drammatico evento

di Antonio D’Ascoli

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *