Anci, 64mila euro per l’università di Nola

 

Nola – Università Parthenope, sede di Nola: si apre uno spiraglio. In arrivo ben 64.000 euro dall’Anci. Il comune di Nola insieme all’ateneo sono stati ammessi ad uno specifico bando destinati a cofinanziare progetti presentati da comuni e unioni di comuni in risposta a due specifici Avvisi pubblici – emanati dall’Anci – su “Creatività giovanile” e “Servizi in favore degli studenti universitari”. Nello specifico, la linea di finanziamento è rivolta a quei comuni che sul proprio territorio, ospitano la sede di uno o più corsi di laurea in cui risultano iscritti, per l’anno accademico 2010/2011, complessivamente non meno di 1.000 studenti. Un bando, dunque, perfettamente “calzante” alla realtà nolana che conta circa seimila studenti. Varie e diversificate le aree in cui andrà ad incidere il finanziamento. Ad esempio, viene prevista l’ istituzione di consulte studentesche e tavoli di concertazione territoriale. Ad essere affrontato anche problema degli alloggi per gli studenti con iniziative di calmieramento delle spese per l’affitto istituzione di “Agenzie casa” per favorire l’incontro tra domanda e offerta di alloggio affitto sociale: ospitalità a prezzi calmierati in cambio di compagnia e piccoli servizi domestici. Inoltre viene previsto l’ ampliamento dell’offerta di sale studio, biblioteche, internet point; messa a disposizione di luoghi condivisi inter-facoltà, dislocati sul territorio, attrezzati con le più avanzate tecnologie (banda larga, strumenti e software funzionali alla didattica e alla fruizione dei servizi universitari, etc.). Ed ancora si interverrà anche nel campo dei trasporti, della cultura, dello sport (ad esclusione di interventi riguardanti impiantistica e infrastrutture) con agevolazioni nei trasporti pubblici urbani accesso a prezzi calmierati all’offerta culturale del territorio; sostegno alla creatività studentesca sostegno alla pratica sportiva  Un’altra novità è rappresentata dalle così dette  “carte studente” che comprendono tutta una serie di  servizi in rete per gli studenti, con la realizzazione e il potenziamento di servizi on-line rivolti agli studenti; creazione di reti wi-fi gratuite. Il progetto prevede altresì tutta una serie di  servizi rivolti alle studentesse-madri, come ad esempio l’ accesso gratuito e agevolato agli asili-nido comunali. Attenzione particolare è destinata agli studenti disabili con la creazione di servizi dedicati; rimozione delle barriere architettoniche creazione di servizi di accoglienza creazione di sportelli informativi sui servizi dedicati; sviluppo di servizi on-line. Un discorso particolare è previsto per quanto concerne l’accoglienza degli studenti stranieri con creazione e ampliamento di servizi di accoglienza, orientamento e assistenza.Estremamente positiva la valutazione dell’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Geremia Biancardi che in questi mesi ha lavorato in maniera concreta affinché la sede nolana della Parthenope potesse restare a Nola. “Questo risultato – dichiara l’assessore alle politiche sociali, Arcangelo Annunziata – certamente molto soddisfacente rimarca al di la di tutto che a Nola vengono riconosciute tutte le potenzialità per lo svolgimento delle attività universitarie. Ci auguriamo che questo riconoscimento possa essere di stimolo ad un ampia riflessione e di rilancio della presenza dell’università nella nostra città”.

 

Il finanziamento dell’Anci pari a 64.000 euro a cui dovrà sommarsi il cofinanziamento comunale, rilanciano in maniera importante le quotazioni relative ad un pieno ripristino delle attività universitarie nella città di Nola. A partire da quest’ anno, come è noto, all’ombra dei Gigli, è attivo solo il biennio della facoltà di Giurisprudenza, mentre tutto il resto delle attività, a partire da ottobre, è stato trasferito Napoli. I problemi sul tappeto sono sia di ordine economico che amministrativo. L’ateneo, in primo luogo, non poteva più spendere, ogni anno, 120mila euro di fitti, a cui poi si sommavano le ordinarie spese di amministrazione, pari a circa 150mila euro l’anno. Tuttavia anche se i Comuni del territorio, come del resto è stato chiesto in un improbabile piano salvataggio, fossero riusciti a trovare le somme necessarie (anno per anno) e le avessero messe a disposizione, quello che sarebbe stato possibile lasciare aperto a Nola sarebbe stato al massimo un “centro di ascolto”, in pratica una struttura, già operativa, dove vengono svolte alcune lezioni. Le segreterie e le sedute di esame invece comunque sarebbero, come di fatto avviene  già, state svolte solo a Napoli. Dunque a partire da quest’anno accademico, il primo ed il secondo anno di Giurisprudenza hanno la loro sede principale delle lezioni a Napoli, anche se gli iscritti possono, in ogni caso, seguire dei corsi “supplementari”a Nola. Questa possibilità sarà garantita anche alle matricole (ma non anche agli studenti degli anni successivi al primo) di Economica Aziendale. Le sedi per il momento continueranno ad essere quella di via Fellecchia e di piazza Giordano Bruno. In una logica di politica di espansione e di sviluppo, la Parthenope ha deciso di scommettere, in pratica, sul capoluogo napoletano, “clonando” ex novo una facoltà di giurisprudenza a Napoli, nonostante la presenza, qui, di un “mostro sacro” in questo settore, rappresentato dall’omologa facoltà del Federico II. Molti studenti del nolano, ora preferiscono iscriversi, o al Federico II oppure a Fisciano. La sede di Nola, invece, aveva un polo di attrazione in costante crescita. Vedremo quanto la scelta della Parthenope porterà risultati positivi, in termini di iscrizioni, alla “nuova” facoltà di Giurisprudenza, stante la prevedibile, forte riduzione della “colonia” nolana. Nel frattempo, all’ombra dei Gigli, non si perde la speranza di poter rivedere riattivato in pieno, se non addirittura potenziato i polo universitario. Del resto, il recente finanziamento in questione ha dimostrato e riconosciuto a Nola la capacità di assurgere a ruolo di cittadella universitaria. Un obiettivo che se centrato, rappresenterebbe non solo un’ occasione di formazione per i giovani del territorio che sarebbero esentati da lunghi e costosi trasferte, ma anche e soprattutto un volano di sviluppo economico per l’intera area.

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