Cgil Zona Nolana: critica ai tagli alle politiche sociali

I tagli alle politiche sociali pesano sempre di più e mordono la carne viva di molte famiglie nolane.
Oltre ai tagli già previsti dalla Regione Campania sul fronte delle politiche sociali per l’anno 2011 (nell’ordine del 40% ) che hanno messo seriamente in discussione la qualità e la quantità dei servizi offerti alle fasce sociali più deboli, oltre al taglio del reddito di cittadinanza non sostituito (come aveva promesso l’assessore Regionale) con nessun altro tipo di intervento, arriva anche il taglio dei contributi per i canoni di locazione annualità 2010.
Nel solo Comune di Nola, infatti, non è stato possibile riconoscere il contributo a 135 famiglie le quali, pur avendone diritto, non sono rientrate nella disponibilità finanziaria complessiva.
Su 342 famiglie richiedenti 97 sono riuscite a rientrare nella graduatoria definitiva, 135 sono state escluse per carenza di fondi, 110 per carenza di documentazione o perchè non aventi diritto.
Gran parte delle famiglie richiedenti,  pur avendone titolo, non sono riuscite a rientrare nella graduatoria dei beneficiari. E tutto ciò nonostante la scelta compiuta di dimezzare il contributo per raddoppiare il numero delle famiglie ammesse.
La Cgil Nolana, nel denunciare con forza la messa in discussione di politiche sociali degne di questo nome portata avanti dal Governo e dalla Giunta Regionale, di fronte ad una sperequazione territoriale sempre più intollerabile (la spesa media pro-capite per le regioni del nord è il doppio di quelle meridionali dove la sofferenza sociale è di gran lunga più acuta) chiede che ogni rappresentante politico, sociale, istituzionale del territorio faccia sentire la propia voce nelle sedi opportune. In particolare i Sindaci e gli Assessori locali assumano una posizione forte a difesa degli interessi dei propri cittadini.
La coesione sociale e i necessari interventi di contrasto alle povertà devono essere considerati questioni di primaria importanza da perseguire sempre e comunque.
L’assordante silenzio degli Amministratori locali su questi temi è sempre più incomprensibile.

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