Città Viva: la manovra del Governo è inaccettabile, necessaria mobilitazione dell’amministrazione comunale

La manovra economica approvata dal Senato è completamente inadeguata alla gravità della crisi sociale ed economica che stiamo vivendo, colpisce duramente i diritti e i redditi di lavoratori dipendenti, precari e pensionati, penalizzando ancora una volta gli enti locali del Mezzogiorno“, è il monito che arriva da Città Viva per bocca del capogruppo in Consiglio comunale Gianluca Napolitano.  “I pesanti tagli ai Comuni finiranno solo per acuire le diseguaglianze sociali ed ampliare ulteriormente le differenze tra Nord e Sud, costringendo i sindaci ad aumentare le tasse locali – sottolinea Napolitano – i servizi ai cittadini saranno compromessi in modo irreversibile, mentre il Paese resta in stagnazione e il Patto di stabilità continua a strangolare le casse comunali, non consentendo di utilizzare ben 40 miliardi di residui passivi.

Tagliati i finanziamenti ai trasporti pubblici con effetti disastrosi anche sulla riduzione delle corse della Circumvesuviana, bloccati fondi per la tutela di beni culturali importanti come gli scavi di Pompei. Effetti negativi anche sui risultati dei referendum sull’acqua pubblica, già con il Decreto Legge n. 138 del 13 agosto scorso il Governo ha riproposto la sostanza delle norme abrogate dalla volontà popolare, ripresentando il contenuto del vecchio Decreto Ronchi e persino nuove date di scadenza per le prossime privatizzazioni dei servizi pubblici locali, prevedendo addirittura premi in denaro agli enti locali per convincerli a lasciare al mercato i servizi essenziali per le comunità. Come se non bastasse, nonostante il Paese sia devastato dalle discariche di rifiuti pericolosi, si è tentato anche di abolire il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti che il Governo stesso aveva scelto, facilitando la vita alle ecomafie e mettendo ancora più a rischio la salute collettiva. La manovra introduce, inoltre, il silenzio assenso anche per le operazioni edilizie più complesse con il pericolo – essendo ancora moltissimi i Comuni senza piani regolatori di nuova generazione – di peggiorare la vivibilità di territori come il nostro, aggravando il rischio idrogeologico ed allargando le maglie all’abusivismo senza dare risposte né ai bisogni abitativi né a quelli occupazionali”.  Per questo Città Viva ritiene inaccettabile le scelte del Governo ed ha sostenuto lo sciopero generale indetto dalla Cgil e dai sindacati di base, insieme ai tanti sindaci che hanno sfilato con i gonfaloni dei propri Comuni, appoggiando anche la mobilitazione dell’Associazione nazionale Comuni italiani.

Invitiamo il sindaco Biancardi, la giunta e tutti i gruppi consiliari a sostenere la lotta intrapresa, aderendo con convinzione al primo “sciopero dei sindaci” indetto dall’Anci e convocando in seduta straordinaria il Consiglio comunale di Nola per il prossimo 15 settembre, data in cui tutti i municipi italiani riuniranno i propri organi per protestare contro gli effetti della manovra. I sindaci, contestualmente, restituiranno ai prefetti le proprie deleghe sulle funzioni di anagrafe.

di Comunicato Stampa

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