“Da meteore a matricole”: alla maturità sono gli studenti meridionali quelli che conseguono i voti migliori ma all’università ci restano per più anni dei colleghi del Nord

 

Sud ricco di geni pronti a “parcheggiarsi” nelle Università italiane dopo la falsa meteora del voto di maturità. Questa è la fotografia dei voti di maturità scattata, come ogni anno, dal Ministero dell’Istruzione con la pubblicazione dei risultati dell’anno scolastico 2015/2016 (http://hubmiur.pubblica.istruzione.it/web/ministero/cs100816).

Tra i dati della polaroid balza agli occhi il podio degli studenti migliori d’Italia: Puglia, Campania e a seguire Sicilia. Medaglia d’oro per gli alunni pugliesi che si aggiudicano ben 934 lodi e in Sicilia 500. Ma ciò che a noi più interessa sono i numeri della Campania: 713 lodi, numero che spronerà i docenti tutti a non accontentarsi della medaglia d’argento, bensì favorirà la lotta per il primato.

In generale, aumenta il numero di ammessi e si nota anche un notevole innalzamento di tutte le fasce di valutazione: non aumentano solo i 100 e i 100 e lode, ma anche tutte le fasce precedenti, a discapito di quella dei 60, che dimagrisce sempre più. Inoltre gli studenti liceali, soprattutto i “classicisti”, hanno la meglio sugli altri istituti, che comunque lasciano intravedere un miglioramento delle valutazioni.

Ciò che incuriosisce è che si piazzano soltanto al settimo e ottavo posto la Lombardia e il Veneto, regioni che nell’immaginario collettivo sono invece la patria di alunni modello (come dimostrato anche dagli ottimi risultati universitari).

Quindi, ci si chiede: gli studenti meridionali sono così eccellenti e quelli settentrionali davvero così mediocri o i criteri di valutazione sono diversi? Questo dubbio shakespeariano probabilmente lo risolverà il Ministero dell’Istruzione, ma, intanto, chiunque può analizzare le statistiche dei fuoricorso che vengono pubblicate dagli atenei.

Sono infatti più o meno il 40-43% i ragazzi che si “adagiano” nelle aule universitarie, spesso conseguendo il titolo di primo livello dopo 6 anni circa (se non di più), vuoi per problemi personali, vuoi per lavoro e per altro. Ma il problema è proprio la parola “altro” che preoccupa: cosa spinge questi prodigi ad arenarsi, piuttosto che mostrare al mondo del lavoro le proprie encomiabili capacità?

 

Circa un mese fa sono stati pubblicati anche i voti d’eccellenza del noto liceo nolano “G. Carducci”, ora anche Socio-Psico-Pedagogico oltre che Classico. Nell’anno scolastico appena concluso sono stati sfornati 58 “100”, di cui 16 con lodi. Un traguardo davvero molto importante: ora non ci aspetta che vedere all’opera nella vita accademica questi talenti, in modo che venga arginato il tasso di fuoricorso degli Atenei del Sud (tra le 10 Università con più fuoricorso, 8 sono meridionali).

 

di Annalisa Colella

 

 

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