Somma Vesuviana, due operai in nero muoiono in pozzo abusivo

Somma Vesuviana. Alle 11:00 circa di ieri mattina, 2 novembre, due operai  di Ottaviano hanno perso la vita in via Pizzone Cassante, nelle campagne di Somma Vesuviana, in una zona limitrofa, confinate con il comune di Brusciano. Alfonso Peluso 44 anni e Antonio Annunziata 63 anni, erano intenti a scavare un pozzo, che secondo quanto riferito dalla gente del posto, sarebbe nato abusivamente allo scopo di raccogliere l’acqua piovana e diminuire il numero degli allagamenti che nella zona si verificano in occasione dei temporali. Avevano già scavato per 8-9 metri, quando si è verificato l’incidente le cui dinamiche non sono ancora chiare. Secondo una prima ricostruzione, confermata da alcuni presenti, le pareti del pozzo sarebbero franate ricoprendo i corpi dei due poveri operai che erano scesi all’interno. Una seconda e più recente dinamica invece, ha portato alla luce un’ipotesi che se vera sarebbe anche più agghiacciante e preoccupante della prima. Si parla infatti, di esalazioni tossiche, che dovrebbero provenire da una cava abusiva nata qualche anno fa proprio nelle vicinanze del luogo dove è avvenuto l’incidente.  Secondo il racconto di alcuni testimoni, Peluso, che si era calato all’interno dello scavo, si è sentito male e ha chiesto aiuto ad Annunziata che si è calato a sua volta. Entrambi sono rimasti bloccati, trovando la morte. A nulla sono serviti i soccorsi dei vigili del fuoco, del personale del 118, della polizia municipale e dei carabinieri. I due lavoratori sono stati estratti con grande difficoltà, quando i loro corpi erano già esanimi. Insieme a Peluso e ad Annunziata, c’era anche un terzo operaio, un rumeno, che però nulla ha potuto fare per evitare la morte dei due suoi colleghi. Attualmente lo scavo è stato coperto con un blocco di cemento alto e spesso circa un metro, per impedire l’accesso. I lavori per la realizzazione del pozzo erano stati commissionati dalla proprietaria della villetta a qualche metro di distanza dallo scavo alla fine della strada risultata abusiva come lo è buona parte delle abitazioni nella zona. Adesso per la proprietaria dello stabile si prospetta una denuncia. I corpi di Annunziata e Peluso sono stati trasportati nel centro di medicina legale del Policlinico di Napoli dove si attende l’autopsia per accertare le reali cause che hanno provocato il decesso. I due operai, inoltre, secondo la Fillea non risultavano dichiarati alla cassa Edile e quindi lavoravano in nero. Aumentano le morti bianche in Campania, passando da 115 a 117. Una strage, che a detta di Ciro Nappo, segretario generale della Fillea di Napoli, “ segna il livello di degrado e illegalità presente nel settore edile, anch’esso vittima di una crisi che stringe un cerchio letale tra condizione d’irregolarità ed esposizione al rischio.”

 

di Sonia Sodano

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