Villaggio del Bronzo: dissequestrata l’area

Nola – L’area del Villaggio preistorico è stata dissequestrata. La notizia era attesa da tempo, soprattutto perché potrebbe rappresentare il segno che a breve potrebbe esserci un passo in avanti nel recupero, per la verità molto complesso, dello straordinario sito dell’età del bronzo. Come si ricorderà, la misura del sequestro dell’area venne adottata alcuni mesi fa, all’indomani di uno smottamento di una parete di terreno che danneggiò una delle capanne. Una notizia che ebbe, come i ricorderà, un eco eccezionale. Stamane, sul posto, si è recato anche il sindaco di Nola, Geremia Biancardi che subito dopo si è incontrato con il rappresentante della Sovrintendenza, il dottor Giuseppe Vecchio. Al momento non sono note, nei dettagli, quelli che sono le strategie che saranno messe in campo per liberare il villaggio dall’acqua che ormai ha quasi completamente sommerso il sito.

Certo, prima di ogni azione è ragionevole pensare che si procederà ad una pulitura da erbacce e sterpaglie (come si vede nella foto) che hanno reso in questi mesi l’area impraticabile. Il problema del recupero del villaggio preistorico, è stato detto più volte, non è di facile soluzione. Del resto, gli stessi addetti ai lavori si dividono. Prima ancora del fattore economico, persistono molte difficoltà proprio sugli aspetti tecnico-scientifici, visto che gli studi sin qui predisposti non hanno convinto i più. L’ultimo in ordine di tempo è quello commissionato dalla Regione Campania, ed affidato all’Amra che alla fine ha avanzato due soluzioni. La prima prevede un impianto di pompaggio per l’aggottamento della falda. L’intervento in questo caso oltre all’investimento iniziale prevede anche un costo di manutenzione pari a 46.000 euro circa. La seconda soluzione, invece, il confinamento della falda stessa attraverso la realizzazione di un diaframma plastico per un costo complessivo di 362.000 euro. Ma come detto queste soluzioni hanno già diviso gli esperti del settore, in particolare quelli della Soprintendenza, secondo i quali e indicazioni dell’Amra da un lato non sarebbero efficaci e dall’altro precluderebbero ulteriori scavi per il rinvenimento di ulteriori testimonianze dell’età del bronzo che verosimilmente insistono nell’intera zona. Dal canto suo anche la sovrintendenza ha fatto compiere uno studio specifico che però ha semplicemente evidenziato quello che era lo stato dell’arte. Certamente il dissequestro dell’area fa presupporre che Regione e Sovrintendenza qualcosa faranno per tentare il salvataggio del Villaggio. E’ molto probabile che si procederà con ulteriori sondaggi per capire nello specifico quale soluzione intraprendere. Appare sempre più, dall’altra parte, che il fenomeno dell’allagamento non riguardi solo il Villaggio, ma rappresenti un qualcosa di molto esteso che comprende una vasta area. Ed il problema del costante innalzamento della falda mette al centro non solo i timori relativi alla conservazione di un eccezionale testimonianza storica, ma anche un allarme per quella che è la sicurezza dei cittadini. Per la Sovrintendenza, infine, resta sempre in piedi la soluzione estrema dell’interramento del sito, nel caso in cui, in tempi ragionevoli, non si dovesse addivenire ad “una ciambella di salvataggio”efficace sia dal punto di vista tecnico che dal punto vista economico. Tutto questo per preservare il sito, in attesa di “tempi migliori” per la sua riqualificazione. Una proposta che vede, però, molti in disaccordo.

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