Il caffè, bevanda di socialità con effetti benefici per la salute: i nuovi studi

Il caffè ci fa compagnia, il caffè è una scusa per incontrare un’amica ma è anche una via di uscita dal letto la mattina.Ma cosa succede quando scappiamo dai ritmi frenetici per assoporare un buon caffe?

Espresso e caffeina

Innanzitutto il caffè è un vero e proprio alimento con proteine, lipidi, fibre e carboidrati (sul sito della CREA si trovano le tabelle nutrizionali). La maggior parte degli elementi, però, sono degratati durante la torrefazione e quelli resistono alla tostatura e al calore più di mille composti chimici come polifenoli, trigonellina e i diterpeni cafestolo e kaveolo. La molecola presente in dose elevata nella tipica tazzina di caffe espresso è la caffeina (secondo la nomenclatura ufficiale IUPAC 1,3,7-trimethylpurine-2,6-dione),un alcaloide naturare presente nelle piante di caffe, cacao, te. Ogni tazzina contiene da 50-120 mg di caffeina e inoltre il caffe lungo ne continene di più di uno ristretto!

Dosi e fisiologia in breve

Mentre si sta ancora assaporandone il gusto, il caffè si diffonde rapidamente nel sangue e in pochi minuti arriva al cercello. In 15-20 minuti supera la barriera ematoencefalica e occupa tutti i recettori a cui normalmente si lega l’adenosina, una moleca che si accumula nel corpo durante il giorno che regola il senso di sonnolenza e rilassatezza. Così, dopo 45 minuti il sistema nervoso inizia a produrre adrenalina e dopamina che conferiscono al caffè il suo effetto psicotropo: ha un’azione stimolante e dà assuefazione. É giusto, però, non superare alcune dosi, altretutto si sa…è la dose che fa il veleno. Salvo casi di patologie particolari, basta non superare le 5 tazzine al dì per non percepire sintomi come irritabilità, nervosimo e palpitazioni cardiache. Esercita un’azione stimolante anche sul sistema digerente, agevolando la produzione sia di acido gastrico per la digestione e sia di colecistochinina per promuovere il rilascio di bile e agevolare il transito intestinale.

Nuovi studi di successo…

Un recente studio dell’Università di Granada pubblicato sul Journal of the International Society of Sport Nutrition ha rivelato che l’ingestione acuta di caffeina 30 minuti prima di eseguire un test di esercizio aerobico ha aumentato la massima ossidazione dei grassi durante l’attività sportiva, soprattutto nel pomeriggio. In effetti esistevano già in letteratura ricerche sull’effetto delle sostanze del caffè che si sono scoperte efficaci nell’attivare il tessuto adiposo bruno che brucia calorie (potrebbe essere una nuova terapia per combattere obesità e alcune forme di diabete). Un altro studio da tenere d’occhio è quello condotto dai ricercatori dell’Istituto superiore di sanità (Iss) e di due università italiane (l’Università di Ferrara e l’Università di Roma ‘Tor Vergata’) appena pubblicato sulla rivista internazionale ‘Molecules’; i ricercatori hanno evidenziato come la melanina prodotta da cellule di melanoma umano è risultata significativamente aumentata quando esposte alla caffeina. Risultato? Un evidente effetto protettivo contro la crescita delle cellule di melanoma umano.

Non solo come alimento, il caffè potrebbe costituire un valido strumento per definire con maggiore precisione lo stadio di una malattia degenerativa in particolare, il Parkinson. A pensarlo è stato un gruppo di ricerca del I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS) e dell’Università Sapienza di Roma. Lo studio pubblicato a riguardo su Scientific Report secondo cui i pazienti affetti da Parkinson, in forma moderata e avanzata, presentano nella saliva un livello di caffeina inferiore rispetto a soggetti sani, potrebbe aprire la strada a metodi rapidi e meno invasivi per monitorare l’avanzare della malattia. In queasto modo la molecola di caffeina viene usata come “biomarker”.

…com’è che si dice a Napoli?

Come per le nostre abitudini il caffè rappresenta tanti stati d’animo, così per la scienza il caffè è un insieme di molecole che intervengono in vari procesis nel corpo umano e che si possono utilizzare a scopo diagnostico e farmacologico. Insomma è molto più di…’na tazzulella e cafè’!

di Greta Ilaria Chiango

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.