Ospedale sempre più nel caos, non arrivano le quattro unità dal presidio di Pollena

Nola – Sempre più nel caos la situazione dell’ospedale di Nola. L’emergenza, in particolare presso il Pronto soccorso, è tale che in un recente incontro tra gli operatori e i dirigenti del reparto è stata avanzata anche la proposta di una chiusura dell’Obi, il servizio di Osservazione breve intensiva. Una decisione invocata a causa della grave mancanza di personale. La direzione dell’Asl Napoli 3 Sud aveva, nei giorni scorsi, annunciato l’arrivo dal presidio sanitario di Pollena Trocchia di quattro unità per rinforzare le fila della risicata “compagine” in attività al nosocomio bruniano. “Una goccia nel deserto” che non avrebbe comunque risolto il problema ma che avrebbe rappresentato almeno un piccolo aiuto. Ma neanche questo intervento, che avrebbe dovuto avere il carattere della massima urgenza, è ancora arrivato. Una circostanza che rende la situazione generale sempre più pesante e grave.

 

Diversi operatori, in particolare personale infermieristico e ausiliari, negli ultimi dieci giorni si sono assentati dal lavoro per motivi di salute mandando in tilt l’intero sistema. Assenze che sono state per lo più provocate dall’eccessivo stress conseguenza dell’enorme carico di lavoro, con doppi turni e orari prolungati divenuti sempre più frequenti a causa dalla carenza di organico.

In molti casi, si è stati costretti a trasferire personale da altri reparti per contenere le “falle” al Pronto soccorso, aprendone, inevitabilmente, delle altre nei settori in cui tali unità sono state sottratte.

Se la coperta è troppo corta, allora non resta che ridurre, seppur a malincuore, i servizi limitandoli a quelli che possono effettivamente erogati. Di qui, la richiesta di chiusura del reparto Obi del Pronto soccorso, già partito e gestito con enorme difficoltà, che garantisce un modo razionale di gestire gli accessi attraverso un’ osservazione breve del paziente, prima di decidere in quale reparto assegnarlo o se dimetterlo.

Il problema di fondo è quello di un personale che è nettamente insufficiente nel numero rispetto alle esigenze di un ospedale, come quello di Nola, che conta circa 600 mila accessi all’anno con una posizione strategica, essendo l’unico presidio sull’asse Napoli – Avellino.

A tutto questo occorre aggiungere la grave situazione degli addetti alle pulizie; la ditta aggiudicataria dell’appalto Flask componente del Consorzio Seam continua a non pagare gli stipendi ai propri addetti. Ad oggi risultano non pagati gli stipendi di marzo ed aprile; gli addetti si limitano ad assicurare solo il livello essenziale dei servizi come lo svuotamento dei cestini; gli addetti sono presenti ma non operativi ed il personale infermieristico è costretto a spazzare i propri ambienti per non aggravare la già precaria situazione assistenziale ed igienico- sanitaria.

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