Villaggio del bronzo, l’assessore Trinchese scrive al ministro Bray

Nola – l’assessore ai Beni culturali, Cinzia Trinchese scrive al Ministro Bray per sensibilizzare il governo centrale rispetto alla grave situazione in cui versa lo straordinario reperto dell’età del bronzo. Di seguito riportiamo il testo integrale della lettera.

 

Gentile Ministro Bray,

Le scrivo per metterLa a conoscenza della grave situazione in cui versa il villaggio preistorico di Nola. Rinvenuto nel 2001, il sito archeologico, unico al mondo a conservare i calchi naturali di strutture capannicole dell’età del Bronzo Antico, tra pochi giorni sarà interrato. Una soluzione resasi necessaria e, forse, inevitabile nonostante le numerose e svariate alternative vagliate dagli organi competenti. L’interramento, infatti, rappresenta l’estremo tentativo di salvare un bene così prezioso dalla corrosione di una falda acquifera che, negli anni ha costantemente minacciato l’integrità del sito con la sua devastante portata di circa 85 litri al secondo. Da Assessore ai Beni Culturali del Comune di Nola, nominata soltanto da pochi mesi, non posso che prendere atto di questa decisione. Ciò che più mi addolora, però, è il vedere crescere la delusione e la sfiducia dei miei concittadini nei confronti delle Istituzioni. Le lungaggini burocratiche e le difficoltà di coesione tra gli enti appaiono, a ragione, tanto incomprensibili da generare sconforto ed incredulità. Per questo ho il forte timore che, insieme al villaggio, venga sotterrata per sempre anche la speranza di credere in una crescita culturale della nostra città. Per ritrovare la fiducia perduta e ricominciare a lottare per la valorizzazione del territorio nolano, è necessario dare subito un segno forte e tangibile della presenza delle Istituzioni. Oltre alle capanne già indagate e ormai danneggiate dalla falda, altre strutture giacciono ancora sottoterra. Queste, una volta risolto l’annoso problema della falda con mirati finanziamenti ministeriali, potrebbero dar vita al Parco Archeologico Preistorico più importante al mondo, e costituire cosi’ il volano utile a rilanciare tutto il territorio. Nola, oltre al villaggio dell’età del Bronzo, custodisce un patrimonio storico-artistico di enorme rilevanza, purtroppo sistematicamente trascurato a favore di altri luoghi d’interesse culturale. In Campania non esiste solo Napoli, Caserta, Pompei etc. ma anche Nola che per secoli é stata crocevia di storia e di cultura. A Nola é morto Ottaviano Augusto, è conservato uno dei più antichi anfiteatri al mondo e uno dei complessi basilicali paleocristiani più importanti d’Europa. A Nola le nobili famiglie dei secoli passati hanno commissionato opere ad artisti illustri (Giovanni Merliano, Ferdinando Sanfelice, Domenico Antonio Vaccaro) che, in piena contiguità culturale con la Napoli dell’età moderna, impreziosiscono i nostri musei e le nostre chiese. A Nola è nato e cresciuto Giordano Bruno. A Nola ogni anno si svolge la Festa dei Gigli, già Patrimonio di Italia, ed ora candidata al riconoscimento Unesco insieme alla Rete delle Grandi Macchine a Spalla costituita, oltre dai Gigli di Nola, anche dalla Macchina di Santa Rosa di Viterbo, dai Candelieri di Sassari e dalla Varia di Palmi. Una candidatura particolarmente importante in quanto unica proposta italiana per il 2013 alla lista rappresentativa del PCI tutelato dall’Unesco e la prima candidatura “tematica” in rete, espressione di uno stesso stato parte.

 

Ma, nonostante la sua naturale vocazione turistica, Nola è stata relegata ai margini degli interessi turistici e istituzionali. Nola non può più basarsi solo sulle scarse risorse del Comune e sulla sensibilità delle associazioni locali; è necessario che il Ministero investa programmaticamente e materialmente sull’area nolana e che non si limiti ad incensare con tante belle parole e promesse un territorio che non ha più voglia di essere ulteriormente mortificato. Per questo La invito a visitare la mia Città, per poter constatare con i suoi occhi lo sguardo mistico del San Girolamo penitente di Giovanni Merliano, la magnifica opulenza della Vergine Annunciata del Vaccaro, lo svolazzo delle vesti dell’Assunta del Duomo costruita dai maestri cartapestai nolani e leccesi, il fascino della ricostruzione didattica della capanna preistorica nel Museo Storico Archeologico, la misteriosa iscrizione in lingua osca del Cippo Abellano e le altre bellezze che la nostra terra possiede.

 

Confidando in un suo riscontro, certa di poterLa incontrare, Le porgo i mie più cordiali saluti.

 

 

 

 

 

L’Assessore ai Beni Culturali

 

Arch. Cinzia Trinchese

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