La sicurezza stradale al centro dell’ attività della Giovane Italia di Palma Campania

I ragazzi guidati dal presidente Simona Recupito, da sempre attenti al delicato problema, di concerto con istituzioni e forze dell’ordine, hanno lanciato una singolare iniziativa, non più limitata alla semplice sensibilizzazione, bensì tesa ad un nuovo modo d’intendere il concetto di sicurezza, ribaltando i radicati e dannosi stereotipi fin qui conosciuti. L’iniziativa ha preso il via il 24 maggio presso il teatro comunale della cittadina vesuviana attraverso un convegno “non convenzionale” , all’interno del quale l’argomento è stato affrontato anche attraverso messaggi dai toni decisamente forti, come l’allestimento di una “camere ardente delle coscienze” nella sala antistante il teatro, sulle mura della quale sono stati  affissi articoli di giornale su incidenti stradali giovanili sotto forma di manifesti funebri, e la proiezione di vari video shock, in alcuni casi forniti dagli stessi partecipanti. Particolarmente toccanti sono state le parole di tutti i relatori, a partire da Michele Gremito, vittima di un serio incidente sullo scooter e testimone diretto di una tragedia fortunatamente solo sfiorata, seguite da quelle di un esponente delle forze dell’ordine, Valeria Moffa, sovrintendente della Polizia di Stato, della sociologa Anna Borrasi e di uno stimato medico come il dott. Camillo Candurro, anestesista presso l’ospedale di Sarno, per concludere con il preside del locale liceo Salvatore Santaniello. L’occasione è stata quindi il punto di partenza di una campagna tesa ad affrontare il problema sotto una luce diversa, ben oltre il semplice tentativo di sensibilizzazione. Da qui l’esigenza di un doppio binario su cui intraprendere l’azione: il primo, nel quale, partendo dalla distribuzione gratuita ai presenti in sala di copri casco forniti dal movimento giovanile, è stato lanciato un bando di concorso per aerografi, designer e semplici appassionati per la decorazione di un oggetto “salvavita” che non venga più visto come un peso, o qualcosa di cui vergognarsi, ma come un vero accessorio di tendenza, che possa diventare una piacevole moda tra i ragazzi. L’altro binario invece è legato al diffuso malcostume giovanile di esagerare con le bevande alcoliche, senza che ciò impedisca loro di sedersi ugualmente al volante, con il concreto rischio di mettere a repentaglio l’incolumità propria ed altrui. In tal senso è stato avviato un vero e proprio tour, distribuito in varie serate, tra i bar più frequentati della movida palmese dove, chiunque aderisca ad un comportamento sicuro senza esagerare con l’alcool riceve in omaggio adesivi e gadget vari legati all’iniziativa. Grandissimo successo ha riscosso la prima tappa organizzata venerdì 27 maggio presso il Picante cafè, dove la massiccia presenza di giovani, la buona musica e la compagnia di uno speciale Capiroska che non superasse lo 0,5 mg/l di gradazione alcolica, hanno reso frizzante ed allegra la serata senza la necessità di far scorrere fiumi di alcool. Venerdì prossimo si replica al bar Maluan, con una serata di food and beverage, volta ad educare a bere per il gusto di farlo e non per inseguire il cosiddetto “sballo”. I ragazzi confidano in un nuovo successo, che possa testimoniare come la gioventù palmese stia cominciando a recepire l’importanza di un sano ed equilibrato divertimento. Simona Recupito confida in una grande riuscita anche della seconda serata: «Credo che tra i giovani di Palma Campania si stia aprendo uno squarcio importante sulla questione della sicurezza stradale. – spiega il presidente – Il successo delle nostre prime iniziative me lo prova. Ora però occorre accelerare, portare avanti con ancora maggiore intensità le altre iniziative che abbiamo lanciato per far sì che la cultura della prevenzione e del divertimento equilibrato, senza pericolosi eccessi, continui a farsi strada tra i ragazzi. Ecco perché la nostra campagna parte dai giovani, e ai giovani intende arrivare anche attraverso messaggi forti e, laddove necessario, provocazioni che possano davvero scuotere le coscienze di tutti, sottraendole a quell’atrofia cui da troppo tempo sono state condannate. Su queste premesse, la nostra scelta di provocare e impressionare, facendo già di un gatto nero, accompagnato dalla scritta “Di vite io ne ho sette, tu soltanto una: proteggila!”, il simbolo della nostra campagna. Sono convinta che una campagna proveniente direttamente dai giovani, possa raggiungere l’ambizioso obiettivo che tutti ci auguriamo. Noi ci crediamo …».

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