L’Ospedale di Nola marginalizzato dalla politica

Nola – “Portiamo l’Ospedale a casa del malato”. Questo l’appello dei volontari dell’area nolana rivolto ai dirigenti sanitari del nosocomio bruniano, riuniti in convegno nella Sala dei Medaglioni della Curia vescovile lo scorso venerdì a Nola, promosso dall’Associazione ‘Il Mosaico’ di Saviano. Drammatica la situazione dell’Ospedale di Nola, inaugurato nel lontano 1971, tra ritardi strutturali e carenze di organico croniche. “La Regione ha ridotto i posti letto a Nola da 255 a 187, ma ad oggi ne sono attivi solo 135 – ha commentato il direttore sanitario, Dott. Andrea De Stefano – parlando di fronte ad un folto pubblico di cittadini e volontari. “Purtroppo la politica ha deciso che quest’area deve essere marginalizzata e penalizzata, in quanto la maggior parte dei posti letto dei sette ospedali della ASL Na 3 Sud sono dislocati in costiera”. Ma oltre alla riduzione dei posti letto esiste l’atavica piaga dell’uso improprio del Pronto Soccorso. “Solo l’8% degli utenti che giungono in pronto soccorso – ha puntualizzato De Stefano – poi si ricoverano, su un totale di circa 74 mila accessi l’anno. Questo significa che il 92% delle prestazioni sono ‘improprie’, cioè sono in realtà dei codici bianchi non urgenti che potrebbero essere gestiti dai sanitari della Guardia Medica”. Inoltre, per la psichiatria, si prevedono tempi lunghi per aprire il nuovo reparto di Diagnosi e Cura da 16 posti  a Nola. “Forse nel 2027 o chissà mai aprirà il reparto psichiatrico – ha laconicamente annunciato De Stefano –  e questo perché l’attuale reparto sarà spostato da Pollena Trocchia a Torre Annunziata solo per salvare quel nosocomio, già pronto per essere chiuso definitivamente”. Ma il nodo da sciogliere è il filtro da compiere per evitare che gli utenti affollino il pronto soccorso. “Come distretto abbiamo attivato dei piani assistenziali individualizzati per gli utenti, specie anziani, dimessi dai reparti – ha annunciato il direttore del distretto 49 di Nola, Dott. Pasquale Annunziata – ma abbiamo difficoltà a regolare l’accesso alle prestazioni del nosocomio, che potremmo attuare insieme ai medici di base e ai pediatri di libera scelta operando degli orari separati di accesso alle cure in regime di medicina di gruppo, come avviene in altre regioni d’Italia, sfruttando gli ambulatori e non il pronto soccorso”. Il problema della ‘rete’ assistenziale ha investito anche i medici di base, che per bocca del Dott. Eduardo Verrillo, hanno ribadito la necessità di dotare il distretto di una serie di servizi (come l’Hospice, l’Ospedale di Comunità, la carta d’identità sanitaria, l’assistenza domiciliare integrata, i servizi telematici online) tesi a ridurre la pressione sull’ospedale e migliorare la qualità dell’assistenza ai malati nelle loro residenze. E sulla necessità di dare risposte concrete alla domanda di assistenza domiciliare ai malati più gravi si è rivolto l’intervento del Dott. Vincenzo Corcione, responsabile del servizio nutrizionale dell’Ospedale di Nola. “In questi anni abbiamo aumentato il numero delle prestazioni nutrizionali a domicilio per i pazienti terminali – ha dichiarato Corcione – migliorando la qualità di vita di pazienti che altrimenti avrebbero affollato le corsie dell’Ospedale, come accadeva negli anni settanta e ottanta. Nola è stato il primo nosocomio a dotarsi di questo servizio, il cui modello è stato esportato in altri ospedali campani”.  Ma il fronte davvero caldo al Santa Maria della Pietà  è il settore delle emergenze. “Assistiamo oggi ad un aumento dell’età media dei soggetti anziani che si ricoverano nei nostri reparti – ha detto il Dott. Felice Avella, dirigente responsabile della Medicina d’Urgenza – e questo è dovuto allo scarso filtro operato dalle strutture assistenziali del territorio. Dobbiamo puntare a migliorare la cura delle cronicità a domicilio e in ambulatorio e a far gestire i codici bianchi dai medici di guardia medica direttamente in ospedale”. “E’ necessario un modello forte di gestione – ha auspicato Avella – che punti ad ‘ospedalizzare’ il distretto, creando un team di medici esperti che lavorino in stretto contatto con i medici di medicina generale per evitare l’uso selvaggio dell’ospedale anche per situazioni non emergenti e gestibili facilmente sul territorio”. Al convegno erano clamorosamente assenti i politici, che per anni hanno promesso il rilancio del nosocomio nolano ma senza ottenere risultati; anche se, come ha detto qualcuno, ‘non c’è un impegno più grande di un impegno già preso’, mentre per l’amministrazione comunale di Nola ha dato il suo contributo il consigliere Franco Nappi. “ L’ amministrazione sta seguendo da sempre con particolare attenzione le problematiche dell’Ospedale anche con periodici incontri presso il nosocomio – ha dichiarato Nappi – il consiglio comunale monotematico sull’argomento sarà un ulteriore ed importante atto per sensibilizzare tutti su questa fondamentale questione. Un’ iniziativa alla quale seguiranno delle altre al fine di coinvolgere tutto il territorio”. Poche le associazioni presenti in aula e che hanno sostenuto il progetto “non dirmi che sei solo”

di Gennaro Esposito

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