Nola, l’ultimo abbraccio a Gaetano Tuccillo

Nola – L’ultimo saluto ad figlio della terra nolana. Ad un certo punto sembrava che anche i Gigli,schierati in piazza Duomo e quasi tutto listati a lutto con una coccarda, partecipassero ad un dolore straziante. Nella cattedrale di Nola, l’intera comunità dell’area nolana ha voluto abbracciare per l’ultima volta il caporal maggiore Gaetano Tuccillo, caduto in Afganistan. Presenti tutti i sindaci del territorio, le autorità militari, civili e religiose, ma soprattutto tanti cittadini comuni. All’arrivo del feretro un lungo e sentito applauso, partito spontaneamente dalla folla, ne ha accompagnato il suo ingresso in Cattedrale. Ad officiare il rito funebre il Vescovo di Nola, Sua Eccellenza Mons Beniamino Depalma che ha espresso alla famiglia di Gaetano il dolore dell’intera comunità e dell’intero territorio nolano. la giovane vita del caporal maggiore Gaetano Tuccillo si è conclusa a soli 29 anni, militare in missione in Afghanistan, è colpito da un ordigno, mentre era alla guida di un autocarro blindato. La salma,  è arrivata in Italia, lunedì quattro luglio. Ieri  mattina a Roma, si è avuta la celebrazione dei solenni funerali di stato, alla presenza delle più alte cariche dello stato.  Nel pomeriggio, la celebrazione dei funerali in forma privata, si è tenuta a Nola, presso la cattedrale , dove la messa è stata officiata dal Vescovo Depalma e concelebrata da tantissimi parroci della diocesi di Nola, tra cui il sacerdote che sposò Gaetano e sua moglie Eveliere lo scorso settembre. “Chi ascolta la nostra voce? Chi ascolta il nostro grido di dolore contro tanta sofferenza dovuta alle molteplici guerre? –  ha esordito il Vescovo durante l’omelia  – La fede è l’unica ancora di salvezza alla quale affidarsi nei momenti di dolore. La guerra, un conflitto che genera distruzioni di vite umane, sparge sangue. E’ questa la matrice che genera tanto dolore nel mondo, e questa volta è toccato alla famiglia del caporal maggiore Tuccillo”. Più volte il presule  ha vantato Gaetano come un esempio per i giovani della società odierna, un uomo completo che ha donato la sua vita agli altri, vivendo le varie missioni sempre con grande spirito di altruismo. Cresciuto con i valori della Chiesa, nell’associazione degli “scout”, in ogni momento ha portato con se i principi della famiglia, dell’amicizia, dell’onestà. Oggi infatti è ricordato dagli amici come “ un uomo di pace, un giovane angelo tra gli angeli immolati per la patria”. Centinaia le persone accorse anche nella città bruniana, da tutte le zone della diocesi, per dare un ultimo saluto al caporal maggiore, e per sostenere la sua famiglia. Tante anche le presenze politiche, in rappresentanza dei vari comuni, e della provincia. Ora la salma verrà tumulata presso il cimitero di Piazzolla, dove Tuccillo viveva e dove il prossimo Ottobre alla fine della missione avrebbe comprato casa con la moglie. Qui verrà fatto un monumento in onore di questo piccolo grande eroe, che ora illumina la sua famiglia dall’alto del Cielo, perché come ha concluso il Vescovo” Gaetano è risorto, le bombe hanno spezzato il suo cuore ma non la sua esistenza, ora lui è tra le braccia di Dio”. Dopo il rito funebre a prendere la parola è stato il sindaco di Nola Geremia Biancardi. Sono tanti i nostri uomini, figli e fratelli, che hanno sacrificato le loro vite per costruire un mondo migliore, senza odio e senza guerra, sparsi in lungo ed in largo, in tutto il pianeta. Si può, senza dubbio, definirli “angeli con la pistola” – ha continuato Biancardi –  perché non mirano a dominare con la forza, ma a costruire le condizioni di una pace, giusta e duratura, tra popoli e nazioni, dilaniati da odio e da bramosia di potenza. Il sacrificio del Caporal Maggiore è quello dei nostri soldati che lo hanno preceduto; sono tutti vittime innocenti e meritano di essere onorati come martiri.A tal proposito, ricordo ancora, chiaramente, le parole dell’Ordinario Militare, Monsignor Vincenzo Pelvi, che celebrando i funerali di un altro Caporal Maggiore ucciso in Afghanistan, l’alpino Matteo Miotto, lo definì «discepolo dell’Agnello, chiamato a partecipare all’umana solidarietà nel dolore, diventando un agnello che purifica e redime, secondo l’amorosa legge di Cristo, un sacrificio offerto per il dono della pace».Gaetano Tuccillo è un eroe. Un eroe moderno, da indicare ai giovani e a tutti noi, non il divo, come pensavano gli antichi greci, ma colui che compie il suo dovere, fino in fondo, per la propria famiglia, per la Patria e per la Libertà. Per questo – ha aggiunto Biancardi -, grande è il valore del nostro Gaetano e grande è il rimpianto per una scomparsa dolorosa, anche perché la notizia della morte di un giovane provoca sempre tristezza, ancora di più quando si tratta di un giovane militare, impegnato in missione in terra straniera, non solo perché si spegne una vita umana, ma perché viene a mancare una parte della nostra Nazione migliore ed in questo caso, della nostra terra e quindi, di noi stessi.La moglie, i genitori, i parenti e gli amici non lo vedranno più, ma lo porteranno, anzi, lo porteremo, tutti, sempre nel cuore”.

 

 

di Rossella Avella

 

 

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