Primo Maggio nolano: dibattiti, spettacolo,proposte

Nola – Nemmeno la pioggia ferma il primo maggio nolano. L’ intera manifestazione che ha coinvolto tantissime associazioni del territorio, si è trasferita sin da buon mattino dalla villa comunale al palazzo di città, dove sono stati allestiti, nell’atrio coperto, i vari stands. E come si suol dire in queste occasioni, manifestazione bagnata, manifestazione fortunata. Il primo maggio nolano, così come è stato affermato dagli stessi promotori, vuol essere un appuntamento annuale che rappresenti uno spazio di incontro tra le varie associazioni del territorio, ma anche e soprattutto un momento di riflessione e di proposta su temi fondamentali quali il lavoro, l’ambiente, i beni comuni. L’apertura dell’evento è stato di quelli che si ricordano, con l’esecuzione dell’inno di Mameli. La particolarità  è che a cantarlo, in maniera sentita e partecipata, sono stati i bambini della comunità dello Sri Lanka. Un momento di perfetta integrazione e di condivisione che deve essere alla base di ogni civile convivenza. I lavori sono stati introdotti dall’assessore ai Beni Culturali, Mariagrazia De Lucia. A seguire i saluti di Salvatore Velardi della Cgil, locomotiva di questa manifestazione che per riconoscimento di tutti ha saputo mettere insieme tantissime associazioni, partiti politici, sensibilità diverse. Primo tema ad essere affrontato è stato quello introdotto dall’avvocato Patrizia Nulli, membro della commissione pari opportunità, relativo alle donne ed il lavoro. L’argomentazione dell’avvocato Nulli è stata puntuale ed esaustiva ed ha focalizzato la propria attenzione sull’evoluzione del ruolo della donna nell’ambito del mercato del lavoro. Al tempo stesso, ha evidenziato anche il progresso sul piano della normativa per rendere realmente effettiva l’equiparazione uomo – donna. Un’ equiparazione che necessita ancora oggi di azioni positive. A seguire, si è sviluppato il secondo dibattito quello sui beni comuni, ambiente, energia, e acqua. L’occasione è stata propizia per ritornare sulle questioni relative all’emergenza ambientale e del confronto tra i sindaci dell’area nolana e provincia di Napoli. “ Noi sindaci – ha ribadito il sindaco di Casamarciano Andrea Manzi – siamo uniti nella difesa del territorio. Appare chiaro come la Provincia di Napoli provi ad aprire degli invasi, ma la nostra linea è ben chiara. In più di un’ occasione abbiamo ribadito le nostre condizioni, che sono quelle che la spazzatura di Napoli città e della zona Nord non ci appartiene. Siamo riusciti, in sostanza, ad affermare il principio della omogeneità. Così come abbiamo sempre detto che presso lo Stir di Tufino possono  sversare solo quei comuni che rispettino i requisiti minimi di raccolta differenziata. La Provincia pur accettando queste condizioni non ci ha fornito però alcuna garanzia. Attendiamo dunque la sottoscrizione anche del commissario delle discariche e della stessa Regione, ed il tutto dovrà essere tradotto in un accordo di programma”. Di emergenza ambientale ha parlato anche il rappresentante di Sinistra e Libertà Guido De Carlo, sottolineando alcune profonde contraddizioni del quadro normativo che per superare l’emergenza o per meglio dire per consolidare certi poteri economici consente in Campania ciò che in altre regioni d’Italia ed il altri paesi Europei è vietato.

 

Dibattito Ambiente : La Sapna accetta con riserva le condizioni dei sindaci dell’area nolana

 

La Sapna, la società provinciale che si occupa di rifiuti, accetta, ma con riserva le condizioni dei sindaci dell’area nolana. E’ questo il dato di maggiore interesse emerso dal tavolo di confronto sulle questioni ambientali, svoltosi ieri nell’ambito del primo maggio nolano. Ed  in relazione alle dichiarazioni del  sindaco Andrea Manzi sulla circostanza che la Sapna ha  accolto con due riserve le proposte dei sindaci, in particolare che la stessa non garantisce che non arrivino presso lo Stir di Tufino anche quei comuni che non fanno la raccolta differenziata , così come non garantisce che  gli ambiti partano in  maniera contemporanea, le associazioni hanno così commentato “ Tutto questo è la prova – ha dichiarato Gennaro Esposito di Assocampaniafelix – che l’ accordo di programma di Cesaro è il ‘cavallo di troia’ per  consentire a Napoli di non fare la raccolta differenziata e di continuare a sversare il tal  quale nello stir di Tufino. Per questo  l’unità di crisi si opporrà all’apertura di ogni invaso anche di biostabilizzato, visto che questo sarà un rifiuto non controllato e potenzialmente pericoloso perché deriva dall’ umido del tal quale. Pertanto le associazioni accolgono con favore la posizione del sindaco Manzi, quale presidente del tavolo dei comuni del nolano di non  firmare nessun accordo con Cesaro e di prepararsi anche alle barricate per difendere il territorio. Prossima assemblea dell’unità di crisi è per giovedì prossimo”.Nella tavola rotonda sull’ambiente ad intervenire anche la rappresentante del Partito Democratico Nunzia Cassese che ha richiamato l’attenzione di tutti, con un apprezzato intervento  sul concetto di bene comune. Nel pomeriggio, altre due tavole rotonde una sulle vicende del nord – Africa, l’altro sulle tematiche del lavoro.

 

Questione acqua: referendum, l’appello al voto

Nel primo maggio nolano non poteva mancare l’attenzione al tema sull’acqua pubblica, anche in vista dell’appuntamento referendario del 12 e 13 giugno. Appuntamento che vede i comitati civici in prima linea. Nel frattempo è stata annullata dopo tante proteste l’assemblea dei sindaci di Ato3 che avrebbe dovuto approvare forti rincari alle tariffe Gori, gli attivisti hanno promosso un presidio davanti alla Prefettura di Napoli contro l’intenzione del governo di modificare la legislazione vigente e in conseguenza annullare l’appuntamento referendario. Stamattina nell’affollata sala consiliare del municipio di Nola, Gianluca Napolitano, rappresentante del Comitato nolano per il Sì, ha rivolto il suo appello a sindaci, amministratori locali e cittadini: “Schieratevi con chiarezza a favore dei referendum, è necessario sostenere con forza i quesiti su acqua e nucleare, parlandone ed invitando tutti alle urne. Non abbiamo risorse economiche da investire né reti televisive a disposizione, la nostra è una campagna che si basa sul contatto diretto per strada e il porta a porta, casa per casa”. Nonostante i sondaggi diano il fronte del Sì in grande vantaggio, sarebbe fatale il mancato raggiungimento del quorum del 50% + 1 degli aventi diritto.“I referendum sono un’occasione irripetibile – continua Napolitano – per mettere fine ad una gestione dissennata dei beni comuni che è sotto gli occhi di tutti e ci sta danneggiando ingiustamente da anni. Non vogliamo un salto all’indietro ma siamo impegnati per costruire un nuovo modello pubblico, libero da sprechi ed inefficienze, basato sul controllo democratico e le partecipazione diretta dei cittadini. I Comitati chiedono una gestione solidale delle risorse idriche, capace di garantirne l’accesso a tutti, pagando tariffe eque in cambio di un servizio efficiente e di qualità”.

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