Sant’Angelo in Palco, le precisazioni di Meridies

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di precisazione dell’associazione Meridies:

Sant’Angelo in Palco: nessuna polemica ma c’è da precisare qualcosa! A seguito dell’esposto dell’Associazione Nuvla sulla gestione e conservazione del convento di Sant’Angelo in Palco di Nola, l’Associazione Meridies che periodicamente accompagna turisti e studiosi a visitare il convento nolano, sente il dovere di apportare alcune precisazioni. Un atto questo che ci sembra dovuto, non per innescare una polemica, ma per amore di verità. Nella lettera dell’associazione Nuvla c’è scritto: “Le più recenti visite al Convento ci hanno spiacevolmente meravigliati: non solo ci siamo accorti di essere in un albergo-ristorante (come è evidente dallo stesso sito www.santangeloinpalco.it) e non più in un convento, non solo manca l’antico ferro battuto delle inferriate e dei cancelli delle cappelle laterali e del cancelletto che dava sull’altare, ma addirittura quest’ultimo non c’è più! Lo storico altare in marmo raffigurante l’Arcangelo Michele sembra essere svanito nel nulla. Non è dato sapere se preziose tele, vasi in terracotta, impareggiabili libri in pelle con miniature in oro e antiche statue che si trovavano a S. Angelo ci sono ancora… Non è permesso entrare liberamente nella chiesa di proprietà del comune, nessuno sa o vuole rispondere a domande non riguardanti organizzazione di cerimonie”. Meridies innanzitutto vuole chiarire che gli ambienti conventuali sono stati organizzati per ospitare cerimonie ed eventi con decoro e con rispetto per le opere d’arte senza deturpare l’assetto originario del complesso. Inoltre, l’attività ricettiva permette una manutenzione ed una conservazione costante del sito impossibile senza. Nell’anno di sospensione dell’attività e di chiusura del convento (2009), la struttura, infatti, è rimasta del tutto abbandonata e priva di qualsiasi protezione! In riferimento alla mancanza dei cancelli posti a protezione delle cappelle laterali e dell’altare maggiore l’associazione scrivente, che da diversi anni accoglie visitatori nel complesso monumentale, si chiede: <<da quanto tempo mancano i cancelli?>>. Non certo da qualche mese o qualche anno! I cancelli, come testimoniano alcune fotografie dell’inizio degli anni novanta da noi visionate, risultano mancare almeno da una ventina di anni. Quanto all’altare in marmo raffigurante nel paliotto san Michele Arcangelo, è ancora in loco e a dimostrazione della sensibilità dell’attuale padre guardiano per le opere che sant’Angelo in Palco conserva, di recente ha voluto integrate al ciborio dello stesso altare, con il dovuto rispetto delle regole di restauro, alcune colonnine trafugate alla fine degli anni ottanta insieme alle tele del presbiterio e ad altre opere del complesso. L’unica tela superstite della chiesa (una Resurrezione del XVI secolo) è conservata, per motivi di sicurezza, al piano superiore del convento. Per quanto riguarda i libri “in pelle con miniature in oro” noi assicuriamo che dall’ultima catalogazione della biblioteca di sant’Angelo in Palco, realizzata negli anni sessanta da padre Gioacchino D’Andrea, non risultano codici miniati, ma cinquecentine (cosa ben diversa dai codici miniati!) tutt’oggi conservate nella biblioteca del convento in questione. Nell’ultima manifestazione organizzata dall’associazione scrivente a Sant’Angelo (11 settembre 2011), infatti, ci era stata data l’opportunità di esporre parte del patrimonio librario, ma vista la massiccia partecipazione di pubblico e considerata la delicatezza degli incunaboli, abbiamo preferito far visionare solo la biblioteca nel suo insieme. In merito ai vasi di terracotta (se per questi si intende i reperti rinvenuti dall’unica campagna di scavo nella cappella cimiteriale annessa al convento) questi son ben visibili in teche appositamente create per proteggerli, in una delle stanze al primo piano della struttura. Quanto alla chiesa questa non appartiene al comune di Nola ma, come il resto del complesso, all’ordine francescano (“nel 1928 la provincia francescana di san Pietro ad Aram, memore dell’importanza del luogo e dello splendore dei tempi passati, decise di acquisire il cenobio pagando L. 110.000 al comune di Nola” cfr. G. D’Andrea Il convento di Sant’Angelo in Palco di Nola, Napoli 1964 p. 19) e, dunque, sottoposta alla tutela e alle regole di chi ora amministra il convento. A tal proposito c’è da dire che la nostra associazione e chiunque ne abbia fatto richiesta non ha mai avuto problemi ad accedere al convento. Ogni qualvolta turisti, studiosi e curiosi ci hanno contattato per visitare il complesso abbiamo riscontrato la massima disponibilità. Inoltre, spesso, siamo stati chiamati per accompagnare gruppi di turisti presenti a Sant’Angelo dagli stessi custodi del convento che sempre hanno mostrato una forte sensibilità verso il patrimonio culturale e artistico che il cenobio nolano conserva.

Nola, 17 settembre 2011

L’Associazione Meridies

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