Saviano: la disperazione degli sfollati

Continuano i lavori a Saviano per raccogliere i tanti rifiuti accantonati nel lagno e nelle abitazioni della frazione Sena, non pochi i danni da affrontare. Siamo tornati sui quei luoghi che nei giorni scorsi hanno vissuto momenti d’inferno, per seguir, con costante attenzione, gli sviluppi del caso. Abbiamo parlato con la cittadinanza afflitta e con le tante famiglia che ancora restano lontane dalle proprie abitazioni.

La situazione attuale presenta quattro case inagibili causa cedimento strutture, tanti sfollati, molta angoscia. I residenti tristemente affermano che attualmente il comune gli sta garantendo colazione ed alloggio presso un albergo del paese, non considerando però i pasti. Avranno dimenticato che le falde acquifere ora sono inquinate, senza acqua come si cucina?
La sig.ra Izzo, sfollata per precauzione nonostante la casa sia stata dichiarata agibile, ci spiega le sue attuali difficoltà: le figlie non hanno indumenti per andare a scuola, la casa è priva di arredo in quanto i mobili sono stati gravemente danneggiati dall’acqua, e pensando a quando potrà rientrarvi, dice “Non ho più nulla!”.
Il signor Giovanni, sfollato e provvisoriamente invalido, ci invita ad entrare in casa. Egli vive con la madre invalida e una zia di ottantadue anni; la loro abitazione, come vedrete nella fotogallery, presenta non poche crepe, il pavimento è totalmente dissestato, risulta difficile persino camminare e fotografare.
Giovanni è triste, ma fiducioso; infatti afferma:  “Non vedo l’ora di iniziare i lavori per renderla agibile!”

di Vincenzo Colacori

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