Un’ opera del nolano Felice Canfora al Covo dei Briganti, luogo di sapori identitari, di storia, di emozioni

Torrioni (Av)– Un’ opera in cartapesta del nolano Felice Canfora al Covo dei Briganti, locale che da qualche mese ha iniziato la propria attività a Torrioni (Av) nel segno del recupero della memoria storica di quanti si sono battuti per la libertà del Sud.

Cipriano e Giona La Gala

L’inedito manufatto rappresenta un legame ideale tra due territori campani che hanno peculiarità diverse, ma un’unica matrice culturale. Anche Nola, del resto, è stata terra di briganti, come i celebri fratelli Cipriano e Giona La Gala che furono a capo di una banda di 300 uomini.

Il brigantaggio è stato un movimento di libertà che oggi va assolutamente riscoperto in chiave identitaria.

Ed è proprio per questo che l’ artista nolano, Felice Canfora, ha voluto “monumentalizzare”, con un monocolore in bronzo, una delle figure maggiormente emblematiche di quanti lottarono per la libertà delle nostre terre.

Lo ha fatto con l’ antica tecnica della cartapesta che rappresenta da secoli il decoro artistico dei Gigli e della Barca, millenaria Festa, oggi, tutelata dall’ Unesco. Un “filo rosso”per unire i territori, nel segno delle tradizioni e della conservazione della memoria.

Un dono più affine affine al Covo non poteva che rappresentarci – si legge sulla pagina Instragram del Covo dei Briganti – . Un quadro di un artista nolano, Felice Canfora, in cartapesta, della brigantessa Michelina Di Cesare. L’inizio di un filo rosso che unisce due culture in un’ unica ottica: la cooperazione. Grazie come sempre Antonio D’Ascoli per la sensibilità e l’affetto”.

Un momento condiviso al Covo dei Briganti a pranzo o a cena, è soprattutto un’ esperienza sensoriale. La possibilità, in qualche modo, di rallentare il tempo per essere in armonia con la straordinaria natura circostante, fatta soprattutto da pregiati vigneti.

E’ il pretesto per scoprire o riscoprire una delle parti più suggestive d’Italia, costituita da piccoli borghi, dove tutto rimanda ad un passato che “dialoga” con il presente per non dispendere nel futuro valori profondamente radicati in queste comunità.

Ed il tema dei briganti è perfetto per riscoprire i piatti tipici del luogo, difficili da ritrovare altrove.

Il percorso enogastronomico dello staff del locale che ha iniziato questa avventura, animato da una profonda passione per le radici che leggi negli occhi di Paola Cucciniello – perfetta padrona di casa – e del fratello Antonio – vere anime del progetto – che hanno saputo trasferire amorevolmente all’intera “banda dei buoni sapori”, è un’ immersione in  profumi e sensazioni che “puntano” al cuore di ciascuno.

A colpire è l’alta qualità dei prodotti, provenienti da piccoli fornitori artigianali del luogo, assolutamente introvabili nella grande distribuzione, la cura dei particolari, con quel tocco estetico capace di contaminare, con le giuste dosi, storia e contemporaneità.

L’atmosfera è unica, soprattutto in queste sere d’estate, dove non mancano anche eventi all’aperto che rimandano alla tradizione.

Sostare al Covo dei Briganti è un’ esperienza catartica, per riscoprire se stessi, sfuggendo – almeno per un momento – alla frenesia dei ritmi urbani.

E’ un “rituale” di condivisione per rivivere attraverso piatti identitari, la storia di quanti, seppur definiti dalla storia dei vincitori, Briganti, erano solo uomini semplici che amavano la propria terra.

Per quanti vogliono provare, attraverso i sapori, l’ebbrezza di essere un pò Briganti – e vivere autentiche emozioni, consultate il link del Covo dei Briganti… e buon appetito. Buona tradizione! https://www.facebook.com/bistrotilcovodeibriganti

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