Continua la propaganda elettorale a Camposano, presentata la lista “La Forza dei Valori”

CAMPOSANO. Ieri in piazza Umberto I la lista n° 2 “La forza dei valori” con candidato a sindaco Lucio Barbato, si è presentata al popolo e ha risposto alle prime critiche mosse dalla lista 1. La presentazione è iniziata con un videoclip che ha mostrato le condizioni in cui si è ridotto il paese, successivamente si sono presentati i singoli candidati ripetendo ciascuno lo stesso slogan “per le ragioni di tutti contro l’interesse dei pochi” che è diventato dunque il motto della lista. Il comizio dell’avvocato Lucio Barbato ha preso avvio con una toccante frase di Brecht dopo la quale ha parlato del suo progetto politico come l’unico coerente, l’unico che va avanti dal 2006 con lo stesso simbolo, lo stesso nome e quindi lo stesso spirito. Ha sottolineato la difficoltà incontrata nel creare la lista per la sfiducia della gente nei confronti di una politica sempre più strumentalizzata, l’assenza di una guida vera che reggesse il paese, la furba creazione di un “carrozzone politico” per vincere le elezioni dotato di nessun progetto serio. Il candidato a sindaco ha continuato il suo discorso parlando di “posizioni di rendita” dei suoi avversari per accumulare voti, questi ultimi giudicati secondo una concezione patronale. Si è poi soffermato sul suo ruolo di vera opposizione politica durante la passata amministrazione, ha criticato il programma della lista 1 paragonandolo alle “letterine di Natale” e in particolare il punto 2 dello stesso che prevede il recupero e la gestione diretta di alcuni servizi esternalizzanti come quello della I.A.P., punto che in passato fu accettato e votato dal dottor Quatrano che faceva parte insieme a Lucio Barbato dell’opposizione e che invece oggi è contestato dallo stesso. Ha poi sottolineato come lo stesso Quatrano abbia votato in passato a favore del piano regolatore generale che ora vuole cambiare. L’avvocato Barbato ha poi parlato di un accordo della lista 1 con l’ex sindaco del paese, Gavino Nuzzo, il quale, a suo dire, sosterrà alcuni candidati. Ha criticato il disfattismo della scorsa amministrazione che ha ridotto le scuole del paese in pessime condizioni apportando soprattutto un danno morale ai ragazzi che si sono fatti un’idea sbagliata di Stato, ha evidenziato come le politiche sociali siano state abbandonate insieme al volontariato che invece può garantire servizi e fornire ai giovani conoscenze e competenze. Si è poi soffermato sul federalismo ritenuto una grande sfida per le amministrazioni locali che nonostante i tagli devono mostrare di essere capaci di amministrare correttamente i fondi, sulla necessità di creare un tavolo di concertazione con i commercianti, gli imprenditori, sull’urgenza di ascoltare i lavoratori, gli operai, gli studenti, questi ultimi ormai assenti dal tessuto sociale del paese. L’avvocato Barbato ha poi parlato di una visione moderna, globalizzata della politiche che “alle esigenze collettive deve dare risposte collettive” evitando piaceri spiccioli, ha osservato come l’agricoltura, su cui si fondava il paese, sia una risorsa sempre più ignorata, ha espresso l’idea di istituire cooperative di giovani per il recupero e il riciclo della spazzatura affinché si crei lavoro dall’interno, ha sottolineato l’assenza di politiche culturali atte ad “arricchire lo spirito del paese” e importanti per formare cittadini autentici che siano in grado di entrare a pieno titolo in Europa. Il candidato a sindaco ha poi richiamato alla memoria il grande spirito del popolo del dopoguerra, il rilievo dell’art. 3 della Costituzione e ha dichiarato che sosterrà il referendum per combattere la privatizzazione dell’acqua. Il discorso si è poi avviato alla fine con il colto riferimento al grande pensatore greco Platone che nel suo disegno politico disprezzava la democrazia perché portava all’adulazione del popolo, mentre esso, proprio come quello di Camposano, ha solo bisogno di acquistare coscienza politica attraverso una guida certa, sicura, lungimirante sull’esempio di chi ha governato diligentemente il paese in passato.

Di Antonio F. Vetrano

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