Nola:Imprenditori sotto tiro nel nolano

Nola – La camorra batte cassa. Un incendio di origine dolosa è stato appiccato all’interno di un deposito di una ditta di spedizioni a Piazzolla di Nola. L’attentato giunge ad una settimana da un altro inquietante raid ai danni di un deposito di automobili Fiat. La dinamica sembra identica. Cosi come la regia. Il rogo è stato appiccato nella notte tra sabato e domenica. Quattro autotreni carichi di merce, per un valore complessivo di 650 mila euro, sono stati distrutti dall’ incendio che i carabinieri ritengono di origine dolosa a Piazzolla di Nola. Gli autotreni si trovavano parcheggiati in un’enorme area nella quale erano fermi 60 autoarticolati di una società  che si occupa di spedizioni in tutta Italia e all’estero. La missione punitiva è scattata poco dopo la  mezzanotte. I piromani sono penetrati all’interno del deposito di Piazzolla senza essere notati. Il fuoco è stato appiccato a quattro autotreni posizionati ai lati del deposito. L’obiettivo del gruppo di fuoco era quindi quello di distruggere l’intero parco mezzi.  Le fiamme rapidamente si sono propagate investendo anche agli altri autotreni fermi. Una densa nube nera si è sollevata in cielo. I primi ad accorgersi dell’incendio sono state alcune persone transitate a bordo delle proprie autovetture per via Nola-San Gennaro. Le conseguenze del rogo potevano essere drammatiche. Immediatamente è stato lanciato l’allarme. Sul posto due squadre dei vigili del fuoco del distaccamento nolano. Le operazioni di spegnimento sono durare per l’intera notte. Il rogo è stato domato solo all’alba. Pesantissimo il bilancio dei danni per la ditta di spedizioni finita nel mirino degli attentatori. I quattro autotreni colpiti dalle fiamme sono andati completamente distrutti, ridotti in carcasse. Anche gli altri mezzi hanno subito conseguenze. Secondo una prima stima il danno ammonterebbe a circa 650mila euro. Non sembrano esserci dubbi sulla matrice doloso del rogo anche se per la conferma ufficiale bisognerà attendere la relazione tecnica dei vigili del fuoco che sarà consegnata nei prossimi giorni. Sull’inquietante episodio indagano i  carabinieri della Compagnia di Nola, agli ordini del Capitano Andrea Massari. I militari hanno effettuato i primi rilievi e ascoltato il titolare dell’impresa, che ha detto di non aver mai ricevuto minacce. Nelle vicinanze del deposito pare non ci siano telecamere che abbiano ripreso il raid. Cosi come possibili testimoni al momento non ce ne sono. La mano del racket dietro l’attentato. Le modalità sono identiche a quelle utilizzate la settimana scorsa per distruggere il deposito della Fiat di Nola. Una circostanza che fa innalzare il livello di allerta nell’area nolana. Un clima di violenza mai raggiunto prima. Una nuova banda di spregiudicati  esattori che sta mettendo sotto scacco commercianti e imprenditori. Il  territorio nolano, dopo gli arresti dei ras latitanti Pasquale e Salvatore  Russo è finito sotto il controllo della cosca del boss Marcello Di Domenico che da alcune settimane si è reso irreperibile. La sua presenza si fa sentire.

 

Pasquale Napolitano

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