Università nolana: nessun spiraglio dall’incontro tra Università-studenti-sindaci

Nola – Il rischio chiusura diventa certezza. Nessun futuro per l’Università Parthenope di Nola. La doccia fredda, l’ennesima, è arrivata l’altro pomeriggio durante l’ultimo summit tra i sindaci dell’area nolana, il Preside della Facoltà di Giurisprudenza, Federico Alvino ed il Rettore Quintano. Un confronto aperto a più voci in cui è emersa, chiara ed inequivocabile, la sentenza: l’Ateneo bruniano appartiene, di fatto, già al passato. Tagli dei fondi, riduzione a sette degli Atenei campani, costi eccessivi per l’affitto di Aule che gravano sul bilancio annuale della stessa Parthenope: motivi reali e validi per una chiusura. E poco importa se la sede in questione vanta oltre settemila iscritti, il futuro non c’è. “Purtroppo il problema non è né di carattere politico né di gestione – ha spiegato il Rettore Quintano dinnanzi una folta platea -, ma semplicemente di carattere strutturale. Una volta i fondi ripartiti dal Ministero venivano distribuiti in base alla didattica. Oggi i tempi sono cambiati ed il 70% delle risorse sono destinate alla ricerca. La facoltà di Giurisprudenza, a Nola come a Napoli, è basata sulla sola didattica. Capirete quindi dove nasce il primo intoppo. Se a questo aggiungiamo che, come Ateneo, non possiamo più sostenere determinati costi, come i circa 120 mila euro l’anno per l’affitto di strutture (cifra già di per sé onerosa cui si sommano le spese di ordinaria amministrazione che variano tra i 150 mila ed i 200 mila euro), capirete che siamo seriamente a rischio collasso. Mi spiace ma bisogna guardare in faccia la realtà. Tuttavia in Città resterà un punto d’ascolto con il mantenimento di determinati servizi che, però, non graveranno sul bilancio. Ma sicuramente non possiamo parlare né di Università né di Facoltà bruniana. Questo non posso prometterlo. Non ci sono le condizioni”. Una sincerità spietata che lascia spiazzati e con l’amaro in bocca. Questo gli studenti lo sapevano, e pure bene, e con loro anche le fasce tricolori del territorio. Ma sentirselo ribadire, senza trapelare un velo di speranza, fa male e brucia. Non ci sta il sindaco di Nola, Geremia Biancardi che ha dichiarato: “Il vero problema è di natura “imprenditoriale”. Se dieci anni fa l’Università Parthenope ha investito su Nola con zero iscritti, ritrovandosene poi oltre settemila, perché in tutti questi anni non ha mai pensato di investire sul territorio acquistando immobili come ha fatto a Napoli? Non c’era forse interesse a volerlo fare? Eppure la sede nolana vanta più iscritti di quella partenopea”. A dargli man forte in prima fila, anche il sindaco di Sperone, Salvatore Alaia, pronto a schierarsi con tutti i mezzi disponibili con la fascia tricolore nolana per salvare la struttura di piazza Giordano Bruno. “L’unione fa la forza e, se occorrerà, siamo pronti a siglare un protocollo d’intesa per garantire un futuro ai nostri figli”. Ma ad alzare i toni sono soprattutto i ragazzi, delusi dall’ennesima doccia fredda. “Noi giovani continueremo a batterci per la dignità e l’onore del nostro territorio – ha commentato Gennaro Saiello, coordinatore del Movimento Intesa Universitaria Nolana -. Questo atteggiamento ci mortifica nell’anima. Tutti si dichiarano disponibili a darci una mano ma, nel concreto, nessuno prende un impegno serio e reale. Dinnanzi all’ennesimo due di picche, noi studenti chiediamo ai sindaci di sottoscrivere un documento d’intesa da inviare quanto prima in regione in cui si chiede un intervento economico immediato per salvaguardare il futuro nostro e dell’intera area. Un aiuto cui la regione Campania non può sottrarsi, in gioco c’è il futuro di 40 comuni. Lasciamo a casa i colori politici e uniamoci, questo è il momento. I vertici istituzionali non possono non ascoltare la voce di settemila studenti”. Appuntamento ora alla prossima settimana quando, subito dopo Pasqua, si terrà un nuovo vertice, questa volta in comune, con gli universitari.

di AutiliaNapolitano

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